障子
Shoji
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Gli shōji
sono le porte scorrevoli che separavano l’interno dall’esterno delle
case giapponesi tradizionali. Inizialmente questa funzione spettava a
tavole di legno su cui veniva applicata della carta per essere decorata,
ma in secondo momento le tavole furono sostituite da una grata in legno
che permetteva alla luce di filtrare attraverso la carta (mino-shi,
ricavata dal kozo, gelso) illuminando gli interni di luce
soffusa.
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I fusuma
sono invece le porte scorrevoli che separavano i locali interni della
casa e venivano variamente dipinti per abbellire la residenza.
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Durante il
periodo Heian, la vita si svolgeva in un mondo semioscuro o addirittura
invisibile a causa della condizione imposta dalle strutture
architettoniche e dalle severe regole comportamentali della corte. La
casa era l’unico luogo di incontro tra uomini e donne, le quali in
questa occasione si nascondevano dietro a un mobile. Essere invisibili
infatti esasperava la tensione e aumentava il desiderio.
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I divisori
usati per gli incontri, tra cui gli shōji, servivano per dare il
senso del distacco fisico e definire lo spazio personale. Nascondersi
dietro ad essi significava creare un mondo proprio in cui si vedevano le
cose visibili, ma si sentivano anche le cose invisibili come gli odori e
i rumori che quindi acquisivano molta importanza. Ad esempio bisognava
stare attenti che il fruscio delle proprie vesti risultasse piacevole,
coś come l’incenso usato per profumarle.
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